Icone. Tra storia e Innovazione

La Sicilia per lunghi secoli è stata Grecia: basti pensare ai notevoli monumenti, alle famose personalità artistiche e scientifiche che hanno contraddistinto la nostra terra, dove fiorì un importante, singolare, composito aspetto della civiltà greca. 

La Sicilia possiede antichità greche della stessa rilevanza di quella della madrepatria e presenta un ambiente culturale aperto alle più varie influenze delle zone del Mediterraneo. Senza dubbio, l’apporto e il dialogo culturale tra Grecia e Sicilia, mai interrotto nel corso dei secoli, ha conosciuto canali originali, soluzioni sempre inedite, risultati geniali. 

La mostra “Icone. Tra storia e innovazione” ha l’obiettivo di evidenziare questo intenso ed importante connubio culturale tra la Sicilia e la Grecia, tramandatoci nei secoli soprattutto nella sua componente più alta, ossia quella religiosa, anche nei delicati momenti che hanno segnato la storia delle comunità greche ed albanesi nel XV e XVI secolo a seguito della diaspora. 

Un omaggio alla storia dell’arte ed alla tradizione greco-bizantina affidato ad artisti siciliani e greci che si misurano con l’espressione artistica che maggiormente rappresenta la grecità e l’influenza reciproca tra i due popoli. Le icone conservano al loro interno una molteplicità e complessità simbolica che le trasforma in veri trattati di teologia. Sono proprio l’aspetto simbolico e l’astrazione, la modernità della trattazione anche segnica degli iconografi, il punto di sutura con l’arte contemporanea; con grande forza concettuale le icone raccontano un universo solo a prima vista leggibile e comprensibile, ma che si svela lentamente in una dirompente complessità di simboli e linguaggi. 

Il confronto tra artisti greci e siciliani può far emergere sia i punti di contatto, sia la diversa visione o distanza culturale tra due modi diversi di intendere l’arte sacra e la contemporaneità. 

Le icone, sia quelle ereditate da generazioni passate, sia quelle prodotte in tempi più recenti, testimoniano una continuità di fede e di espressione artistica memore di antiche ed originali tradizioni figurative e liturgiche.

Rallo sarà presente all’inaugurazione dell’esposizione che verrà allestita nel chiostro benedettino nella zona antistante la Sala Capitolare di S. Placido di Monreale.