a sorpresa

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Da quando è cominciata questa avventura della visita dei nostri clienti, l’elemento della sorpresa è stato quello più importante. Ormai sembra che se uno incontri una persona e dica <<sono di “nome azienda”>>, la prima reazione sia di sorpresa per l’assenza di un appuntamento concordato. Un’aspettativa che nulla ha a che fare con la civile cortesia ma con gli usi commerciali perchè, essenzialmente, le aziende trattano di vendite e per quelle occorre un appuntamento, altrimenti affari non se ne fanno. E ovviamente nè io ne Sarah parliamo di prodotti, di listini e condizioni di vendita.

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L’elemento sorpresa è quello che cambia tutto e che abbiamo sempre mantenuto. Pensate cosa succederebbe se telefonassimo per dire: veniamo a fare un’intervista e a fare delle foto. Magari tutto il locale si muoverebbe per splendere in modo straordinario, divise e cappellini e bella mostra di pesce sul ghiaccio. Invece arrivano due, io e Sarah, che hanno solo voglia di conoscere storie e magari mangiare un buon piatto, oltre a fare delle foto che diventano immagini di corredo per un articolo “su internet”, come dicono quasi tutti i clienti. Come dire: niente di davvero importante. In un mondo in cui ormai pochissime persone più giovani di 60 anni comprano un giornale o una rivista (rivista? cos’è una rivista?), in cui la gente sta su Feisbuch otto ore al giorno, persino quando guida la macchina o si prepara un panino, che uno racconti una storia “su internet” non importa a nessuno.Salvo poi scoprire centinaia di visualizzazioni e decine di like. E magari qualche cliente in più.

Sorpresa.

 

E succede anche che nessuno di questi clienti colti di sorpresa consideri la nostra visita un’intervista o un servizio fotografico. Di fatto non lo sono: andiamo a farci una chiacchierata e a fare qualche foto, magari col cellulare. E che sorpresa poi quando si vedono su Feisbuch!

Sorpresa dopo sorpresa.

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Credo che alla fine tutto ciò accada perchè c’è una dissociazione tra quello che è ormai nel nostro quotidiano e le parole che utilizziamo per definire cose che un tempo esistevano e adesso non più: visita aziendale, cliente, intervista, pubblicazione, fotografia, presentazione, articolo. Un post su Feisbuch non è un articolo su un giornale ma può fare molto più bene (o male), anche rispetto a molti anni fa. Lo stesso post, scritto e composto come si faceva una volta in un articolo (magnifico!, straordinario!, andate e vedrete!, etc etc) non lo guarda più nessuno, figuriamoci leggerlo. Se invece è frutto di una chiacchierata interessante e di riprese fotografiche curiose e nuove, allora è gradito.

 

E’ quello che succede quando si incontrano uomini invece che targhette, biglietti da visita o aziende.

Ed è questo lo spirito del progetto “Clienti a sorpresa”. Nient’altro.

Per questo abbiamo deciso di chiamarlo semplicemente “Progetto Clienti a Sorpresa”.

ps: le maiuscole servono a darsi più importanza, ma tanto è tutto su Feisbuck.

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tutte le immagini: amvisual.net

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By Antonio Massara on September 22, 2017.

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Exported from Medium on October 25, 2017.

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