SapidaMente, una nuova rubrica dedicata al Marsala

Il legame fra un vino e il territorio in cui viene prodotto, di norma, è sempre molto stretto ma diventa inscindibile quando il nome del vino è anche il nome della zona stessa di produzione. Questo è il caso del Marsala, il grande vino siciliano che ha fatto la storia dell'enologia italiana attraversando secoli di storia e vivendo periodi di gloria come tristi e decadenti momenti di oblio.

Il vino Marsala prende il nome dall'omonima città portuale nella provincia di Trapani nella costa sud-occidentale della Sicilia, che anticamente era chiamata Lilibeo e che per i Fenici, i Greci e i Romani rappresentò un punto di riferimento per tutto il Mediterraneo. Il nome odierno della città, Marsala, si deve agli Arabi, che durante la loro dominazione la ribattezzarono Mars-el-Allah, Porto di Alì. 

ll riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata che gli fu attribuito, primo in Italia, nel 1969, è stato un grande orgoglio sia per quanti lo producono che per tutto il territorio. Il Marsala nasce dalla combinazione di fattori naturali insostituibili e irriproducibili al di fuori della zona di produzione, sapientemente integrati da un'adeguata tecnica di coltivazione della vite e da un particolare sistema di vinificazione e di invecchiamento. Tale vino è il risultato del felice connubio tra clima, terreno, vitigni e cura paziente dell'uomo con tradizioni che si tramandano nel tempo. 

Purtroppo oggi il Marsala non gode di ottima fama e per lo più viene considerato un vino del passato. Ma grazie alla volontà e alla caparbietà di alcuni produttori sta provando, oggi, a ritornare a essere un grande vino, ricco, complesso e pieno di emozioni, un vino eccellente e capace di sorprendere sia degustato da solo sia abbinato a diverse preparazioni culinarie.

Quando assaggiamo un vino ci chiediamo se è buono, se abbia una sua identità, se ha una sua storia da raccontare: il Marsala ha tutte queste cose.

Occorre forse cambiargli l'immagine. 

Intraprendere una serie di azioni su più fronti che coinvolgano tutti gli anelli del mercato, dal produttore al consumatore ed è per questo motivo che oggi Rallo ha deciso di intraprendere questa nuova comunicazione a tema. 

Cominciare a comunicare questo vino dandogli il giusto posizionamento in termini di qualità. Perché il Marsala è così dimenticato, così frainteso, che quando si ha l’opportunità di degustarlo, ci si stupisce, ci s’inebria, ci s’incuriosisce. Ed è questo ciò che manca: l'interesse, la curiosità. 

Il Marsala non è un vino immediato e per tutti ma se spiegato come si deve può diventare un vino attraente. Ha tutte le carte in regola per esserlo.