L'eredità di Don Diego

(...) Dell'esistenza di diverse piccole imprese locali produttrici di Marsala troviamo già traccia nella nota Inchiesta in Sicilia del 1876 di Franchetti e Sonnino e più diffusamente negli Annali di Statistica del 1896 ove si riportano i nomi dei principali stabilimenti che accanto alle case Woodhouse, Florio e Ingham-Whitaker cooperavano nella città lilibetana. Tra questi figura la ditta Rallo, una delle più antiche famiglie di imprenditori vitivinicoli siciliani ancora oggi attiva. Nell'arcipelago delle microaziende di produzione del Marsala sorte nella seconda metà dell'Ottocento, la storia di questa industria è per certi aspetti esemplare dell'evoluzione e delle trasformazioni interne al mercato vinicolo, avendo attraversato un intero secolo denso di molteplici vicende politiche, economiche e sociali.

(...) Ultimo di 13 figli di una famiglia di origine marinara, Don Diego Rallo fu probabilmente uno di quei numerosi “padroni di mare” che si inserirono con successo negli intensi traffici mercantili che animavano il porto di Marsala nella prima metà dell'Ottocento. Nato nel 1830, abitante in una casa del rione Bottino, tradizionale quartiere dei pescatori locali, si imbarcò giovanissimo su un veliero del naviglio degli Ingham andando per mare per un lungo periodo di tempo. 

(...) È certo comunque che dal mare Diego Rallo trasse quella conoscenza dei traffici dei mercati su cui costruire l'idea di fondare egli stesso uno stabilimento di produzione del Marsala. Le rotte di navigazione lungamente praticate e le esperienze accumulate, nel corso degli anni, nelle attività di trasporto di scambio presso i più diversi porti italiani e stranieri contribuirono a determinare i presupposti di una cultura imprenditoriale aperta e cosmopolita, seppure saldamente radicata alla realtà economica locale. Indubbiamente i viaggi per mare aprirono gli orizzonti di Diego, che seppe intuire le enormi potenzialità del mercato e sfruttarne le contingenze favorevoli. 

(...) Prima di aprire l’azienda in proprio, Diego Rallo prestò la sua opera - non sappiamo a quale titolo - presso lo stabilimento Florio. Ma vi restò pochissimi anni, sufficienti tuttavia ad incrementare le sue esperienze nel campo delle tecnologie adottate nelle fattorie vinicole dei Florio. Ad accelerare il suo passaggio dal mare alla terra è stato probabilmente il matrimonio con una rappresentante di una ricca famiglia agraria, tale Tumbarello, che gli portò in dote un consistente patrimonio fondiario sito in contrada San Francesco di Paola, con un’estensione pari a circa 40 ettari. Su questo terreno costruì il baglio che guardava al mare a distanza di pochi metri dal molo orientale del porto e dell'imponente fabbrica dei Florio. 

(…) La conoscenza dirette delle terre più vocate alla produzione delle uve di migliore qualità e di elevato grado zuccherino non meno che delle tecniche più raffinate di vinificazione e di invecchiamento del prodotto consentì a Don Diego di creare le fondamenta di un’azienda solida e competitiva 

(…) Quando Rallo avviò la su attività, presumibilmente intorno agli anni Sessanta, il Marsala viveva la sua stagione più fortunata.

(…) Quando Don Diego Rallo morì nel 1878 all'età di 48 anni l'industria enologica siciliana era in piena espansione. (…) 

(…) l'antica azienda fondata da Diego Rallo era sul punto di uscire di scena. È accaduto tuttavia il miracolo che il prestigio conquistato dal marchio sui mercati nazionali e internazionali meritava. La famiglia Vesco che nel settore della produzione commercializzazione di bevande alcoliche vanta una solida tradizione rilevato l'azienda conservando al patrimonio enologico siciliano uno dei suoi momenti più prestigiosi. L'eredità di Don Diego non è andata dunque perduta.

IL PRESENTE TESTO è STATO ESTRAPOLATO DA “Antonino Cusumano, L’Eredità di Don Diego, Nuove Effemeridi,rassegna trimestrale di cultura, Anno X N.37, 1997/I, Edizioni Guida, pag. 45 e s.