San Giuseppe

La festa di San Giuseppe in Sicilia è una delle più tipiche e suggestive della tradizione.

Il pane benedetto troneggia sugli altari che per voto le donne dedicano al Santo in tantissimi paesi siciliani. Un intreccio di fantasia e di abilità materiale sullo sfondo di un’operosità collettiva che è profondamente religiosa, ma con ascendenze pagane.

Le origini si perdono nel tempo: devozione e tripudio, ostentazione gastronomica e sentimenti di carità cristiana si mescolano. 

Le donne impastano la farina e le loro mani modellano il pane con l'aiuto di piccoli utensili di casa in una miriade di forme dettagliatamente scolpite. Nascono così i pani votivi della Sicilia dalle più svariate forme, frutta, fiori, animali, figure antropomorfe, tutte rigorosamente simboliche: la chiave o la forbice si ricollegano agli oggetti dati ai propri cari per facilitare la fuga dagli inferi, la colomba simboleggia la pace, il pavone indica l'immortalità, la palma la redenzione, il pesce simbolo del Cristo, l’agnello ricorda il sacrificio divino e gli angeli l'annunciazione. 

Tali pani verranno simbolicamente collocati nell'altare dal padre di famiglia, addobbato nei minimi dettagli di ogni decorazione. Alcune storiche dominazioni hanno inoltre conferito un personale contributo alla tradizionale decorazione degli altari. Ad esempio, agli arabi si deve l'usanza di arricchire l'allestimento con la presenza di agrumi.

Il pane benedetto, detto affettuosamente 'panuzzo', viene poi donato a tutti coloro che si fermano a pregare. Sarà conservato a casa come una reliquia.

Nella casa della donna che ha fatto il voto una grandiosa cena viene offerta a tre bambini poveri invitati. Essi rappresentano Gesù, Giuseppe e Maria e gli si offrono cibi cucinati esclusivamente, senza nessun tipo di carne. Saranno 101 le pietanze preparate con particolare simbolismo numerico: 33 piatti sono costituiti da verdure varie, 33 pietanze di pane salato e 33 da pane dolce ossia pasticcini di varie forme sapori. 

Le pietanze della cena sono tutte a base di ingredienti naturali e tradizionali, verdure, uova, farina ma anche erbe selvatiche che spontaneamente crescono nelle campagne e nei boschi locali, sinonimo di un ambiente ancora ricco di biodiversità. 

La cena di San Giuseppe, folklore e rito insieme, è una dimostrazione esteriore di quella religiosità autentica, spontanea, singolare e piena di valore antropologico, solidarietà e fratellanza che è nella natura sociale di ogni uomo.