Un Catarratto che sorprende

Alcamo, 8 maggio 2019. Nella campagna siciliana battuta dal sole, protetti, in un silenzio perfetto, i vigneti di casa Rallo si dispongono in tutta la loro rigogliosa bellezza seguendo il profilo delle evidenti colline e sostituendosi nel paesaggio ora ai grandi ulivi ora al seminativo. Siamo ad Alqam, terra fangosa, fertile terra in cui pulsa il cuore della viticoltura della Sicilia centro-occidentale. Ma siamo anche al confine con Monreale, l’antico villaggio arabo situato alle pendici del Monte Caputo. Qui, tra contrada Patti Piccolo, Cuba e Tuffo, in un unico grande fondo, a cavallo tra la provincia di Trapani e la provincia di Palermo, si estendono i nostri cento ettari: sessantotto di superficie vitata, sette di uliveto, dodici di seminativo, dieci di bosco, tre di stradelle e caseggiati. Sono terre intatte, trattate sempre con rispetto dall’uomo, sabbiose in cima, argillose nel diradare delle fertili colline. 

In questo palcoscenico vinicolo di eccezione si allevano diversi vitigni; sebbene sul territorio il Nero D’Avola abbia una sua rappresentanza, sono i vitigni a bacca bianca ad essere i più diffusi, e tra questi ha la netta predominanza il Catarratto.  Una buona parte dei nostri vigneti a Patti Piccolo, ad Alcamo, è dedicata alla coltivazione del Catarratto: circa 16 ettari che costituiscono il nerbo della produzione aziendale. Cultivar di base per l’Alcamo bianco D.O.P., il Catarratto è rimasto per anni dietro le quinte dell’enologia italiana, avendo avuto per lungo tempo il solo compito di dare forza e carattere ai vini più deboli del nord Italia. 

La sperimentazione che conduce l’Azienda Agricola Rallo in vigna e in cantina dimostra che questa varietà ha invece delle potenzialità inespresse e tutte da scoprire ed è per questo che ben 2 vini, entrambi della famiglia top di gamma, Le Selezioni, danno espressione a questo vitigno. Si tratta del Beleda, vino prodotto secondo il disciplinare della D.O.P Sicilia, unico e ineguagliabile a queste latitudini non solo per finezza, persistenza e intensità aromatica ma soprattutto per longevità.

Il nome “beleda” è un aggettivo risalente al 1185 adoperato dal pellegrino andaluso Ibn Jubair nel suo Diario di viaggio per definire la città di Alcamo. Con il termine beleda, infatti, si indicava il paese col suo mercato e la sua moschea, un vino che vanta le medaglie dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso sia per la vendemmia 2013 sia per quella del 2015 e del 2017 e che sta dimostrando di poter aspirare, in virtù della sua grande longevità ed eleganza, ad un posto di primo piano nell’enologia non solo regionale ma nazionale.

Ma Catarratto a casa Rallo è anche AV01, un vino a fermentazione spontanea, zero solfiti aggiunti, nato con la vendemmia 2017. Un prodotto in grado di esprimere nel bicchiere le caratteristiche peculiari del vitigno con una notevole concentrazione di frutto che lo rende quasi “masticabile”. Un vino non convenzionale come questo, trasferisce più fedelmente la sensibilità di chi l'ha generato e i tratti identitari del luogo di produzione. Non è un caso allora che il nome, AV01 ha una doppia lettura, “a voi” un gesto di offerta propria dell’innata ospitalità siciliana ma anche le iniziali di Andrea Vesco, attuale presidente dell’Azienda e rappresentante della quarta generazione della famiglia. 

Vini prodotti in modo differente ma con la stessa passione e dedizione. La passione. Si respira ad ogni angolo, dal vigneto alla cantina. Una passione che si sposa con lo scrupoloso lavoro dell’intero staff Rallo, passione che è riuscita a dare vita ad una produzione di assoluta eccellenza qualitativa e che oggi porta il nome, tra gli altri, di Beleda e AV01.

La famiglia Vesco conduce a Patti Piccolo la vigna dagli anni ’20 dello scorso secolo. Quel piccolo vigneto, ristrutturato e ampliato negli anni, è oggi una realtà moderna ed efficiente dove la coltivazione della vite è frutto di un incontro felice tra l’uomo e il suo l’ambiente. Uve perfettamente sane dal giusto equilibrio acido-zuccherino giungono a maturazione in un clima contraddistinto da forti escursioni termiche. Una terra lavorata da uomini capaci e rispettosi che la coltivano con i metodi e gli strumenti ammessi in regime di agricoltura biologica certificata.